30/11/2020 - Italia con i bambini

Matera e i piccoli borghi della Basilicata

Visitare la Basilicata è riscoprire il piacere per le piccole cose, per la lentezza e l'autenticità. Oltre all'incredibile bellezza di Matera, la Basilicata nasconde tanti tesori, sconosciuti e poco frequentati.

Matera e i piccoli borghi della Basilicata
Redazione

La Basilicata è una regione piuttosto piccola, di neanche 10 mila kmq; ma è soprattutto una terra silenziosa, che si fa sentire poco nonostante le sue incredibili bellezze. Intanto è una regione montana che si affaccia sul mare, sia sul lato tirrenico con la costa di Maratea, che sul lato ionico, tra la Calabria e la Puglia.
Ci si trova di tutto: borghetti tradizionali, splendide calette, laghi, montagna e torrenti per il bagno al fresco. Viaggiare per la Basilicata consente di riappropriarsi di tempi lenti, di spazi umani, di silenzio e poco caos.
Non si può avere fretta da queste parti: per visitare questa regione bisogna amare davvero il viaggio, nel senso più completo che questa parola possa avere.
Ecco qualche consiglio per una vacanza in Basilicata tutto l'anno. Tralasciamo la costa e andiamo alla scoperta della splendida Matera, e i piccoli borghi della Basilicata del Parco del Pollino, dei borghi albanesi e tanto altro.

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Matera, una città senza tempo

Nominata nel 2019 Capitale Europea della Cultura, Matera è un luogo che non si dimentica. Non è necessario trascorrerci troppo tempo (anche se una notte in qualche albergo tra i Sassi potrebbe essere un'esperienza di grande effetto e romanticismo). Per rimanere affascinati da questa città basta una passeggiata, affacciarsi sulla splendida Gravina, perdersi tra i vicoli, le casette e le chiese rupestri scavate nelle pareti di pietra.
Matera per i lucani è una spina dolente, valorizzata per la sua bellezza e unicità ora, ma simbolo della povertà che fu.
I Sassi di Matera sono stati dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco e sono quasi totalmente disabitati. Sono le case storiche scavate nelle grotte e in parte ampliate in mattoni, sgomberate negli anni '50 perché insalubri e poco sicure per di chi ci viveva insieme agli animali. Il progetto iniziale del Governo era l'abbattimento totale; ma comitati di cittadini e associazioni hanno fatto resistenza per mantenerle e anzi trasformare i Sassi nel museo a cielo aperto che sono diventati oggi.
Matera è da visitare a piedi, per perdersi nelle stradine senza tempo e senza orientamento. Non è comodissima per i passeggini, quindi meglio attrezzarsi di marsupio o preparare i più piccoli a qualche scarpinata. Per i più pigri, c'è il divertente Ape Tour Matera, molto apprezzato dalle famiglie, che accompagna sul calessino Piaggio in visita ai Sassi e al Parco della Murgia.
Se si ha più tempo a disposizione, vale la pena una visita alla Casa Grotta, una casa tradizionale ancora con mobili e pezzi autentici di quando era abitata.
Sempre per farsi un'idea della vita nei Sassi e per permettere ai bambini di immedesimarsi nelle famiglie di una volta, è da vedere il museo laboratorio della Civiltà Contadina di Matera, con una riproduzione in scala reale di una grotta e la collezione di oggetti e utensili originali.

Matera Capitale della Cultura
Credits: Stefano Dininno - I sassi di Matera

La città fantasma di Craco e i suoi calanchi

I resti di Craco, oggi tappa fissa per chi viene in vacanza in Basilicata, sono ciò che rimane del borgo distrutto nel 1963 da una frana. La popolazione è stata costretta ad abbandonare le case per trasferirsi in un'area di nuova costruzione. Il vecchio borgo “risuona” ovunque; quasi nulla è stato toccato: restano le case in pietra aggrappate alla roccia e la torre normanna che spicca su tutto.
Oggi Craco, che troneggia sulle colline, è visitabile grazie ad un itinerario messo in sicurezza che percorre la via principale fino a quella che era la piazza del paese. Salendo per i tornanti fino al borgo fantasma, non ci si può che stupire dell'incredibile vista sui calanchi, spettacolari formazioni argillose tipiche della zona.
Questo paesaggio lunare e desertico è molto apprezzato dal cinema: qui è stato in parte girato il film diretto da Francesco Rosi “Cristo si è fermato a Eboli”.

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Credits: Serena Repice Lentini- La città fantasma di Craco e i suoi calanchi

Le Piccole Dolomiti Lucane


Le Piccole Dolomiti Lucane sono le montagne nel cuore della Basilicata: tutta natura incontrastata, verde, alta, dominata dai piccoli borghi di Castelmezzano e Pietrapertosa. I due paesini, ritirati e poco frequentati, con le case incastonate nelle rocce, sono divisi da una vallata straordinaria. Ed è proprio sospesi sopra questa valle che si può vivere una delle esperienze più estreme della Basilicata: il famoso volo dell'angelo! Due le linee: quella che parte da Pietrapertosa (a 1020 mt circa) e arriva a Castelmezzano (860 mt circa) vanta un dislivello di 118 mt, è lunga 1415 mt e raggiunge una velocità massima di 110 Km/h. La linea che fa la tratta inversa invece parte da 1019 mt e arriva agli 888 mt di Pietrapertosa ad una velocità massima di 120 km/h. Non consigliato ai piccolissimi, chissà se il volo dell'angelo viene anche sfruttato dai residenti, di qualsiasi età, che devono fare una commissione nel borgo accanto?

Le Piccole Dolomiti Lucane
Credits: Archivio APT Basilicata- Panoramica dello splendido borgo di Castelmezzano

Il Parco del Pollino

Il Parco Nazionale del Pollino è un polmone verde che tocca le regioni Basilicata e Calabria. Per chi non ama il caldo e il mare, ma vuole dedicarsi al relax in mezzo alla natura, questa è la destinazione ideale. Qui ci sono monti e foreste, torrenti con pozze per fare il bagno e campi di fiori, borghetti per la sosta e chioschetti per la merenda.
La cascata del torrente Peschiera all'interno del bosco Magnano, tra alberi di acero, agrifoglio e rovere, è il luogo ideale per una gita alla ricerca di fresco, per un pic nic e pure per un tuffo al riparo dal sole.
Il Pollino propone anche tantissime attività per chi ama la montagna e gli sport estremi: per i più grandicelli, sono diverse le associazioni e i gruppi locali che organizzano river trek, arrampicata e orienteering.
Il Parco Avventura del Pollino è un riferimento per le famiglie e i ragazzi, con i suoi percorsi aerei e attività nel torrente o in montagna.
Il Pollino è attrezzato in diversi punti di aree per il pic nic. Le fontane per il rifornimento d'acqua sono frequenti; meglio attrezzarsi prima per il pranzo o la merenda.

Il Pollino
Credits: Archivio APT Basilicata- Il Parco del Pollino

Le terme di Latronico

Latronico è un piccolo centro abitato nel Parco del Pollino, abbastanza vicino alla costa tirrenica, ma completamente immerso nel verde. È una cittadina tranquilla, di vicoli, piazzette, bar con dehor, le sedie fuori dalla porta di casa e gli orari dei negozi tipici del Sud.
A Latronico ci si ferma per un gelato, per una passeggiata, ma anche e soprattutto perché qui ha sede lo stabilimento delle terme lucane. Le cascate e le sorgenti delle acque termali di Latronico hanno diverse proprietà, ideali per la cura di malattie artroreumatiche, gastroenteriche e delle vie respiratorie. La temperatura è intorno ai 22 gradi. Oltre ai fanghi e alla zona per le inalazioni e docce nasali, ottime anche per i bambini, c'è tutta la zona relax e spa, con vasche, sauna, cromoterapia e percorsi all'aperto o al chiuso. Lo stabilimento è aperto da maggio a ottobre.
Ancora una curiosità su Latronico: per contrastare lo spopolamento che sta svuotando i piccoli borghi, lo scorso anno il sindaco aveva promesso, per chi si fosse trasferito nel comune, dieci anni senza tasse e accesso gratuito alle terme!

Le acque termali di Latronico
Credits: Archivio APT Basilicata- Le terme di Latronico

I paesi arbereshe, gli albanesi d'Italia

Un viaggio nel viaggio: non ci sono altre parole per descrivere la visita a questi piccoli borghi albanesi della Basilicata.
I comuni arbereshe sono cinque, fondati dai migranti albanesi scappati alla persecuzione ottomana del XVI secolo. Si trovano in due valli diverse: nella valle del Sarmento risiedono San Costantino e San Paolo Albanese; mentre Barile, Ginestra e Machito stanno nella zona del Vulture.
Chi arriva in questi piccoli paesini si ritrova circondato da scritte in lingua albanese, con bandiere dell'Albania e murales che evocano la tradizione dell'Est. Ai bar le persone, quasi tutte anziane insieme a qualche bambino, parlano in dialetto ed è molto forte il senso di appartenenza verso la tradizione e cultura di origine.
Per conoscere meglio la storia delle comunità arbereshe, è possibile visitare il museo di San Paolo Albanese.

I paesi arbereshe
Credits: Archivio APT Basilicata- L'etnomuseo Arbereshe


I laghi vulcanici di Monticchio

Non ci si può fare il bagno per via delle acque non balneabili, ma i due laghi di Monticchio sono una splendida gita naturalistica.
I due laghi, quello grande e quello piccolo, sorgono nel cratere del vulcano Vulture, spento da tempo. Proprio al lato dell'antico cratere fu costruita l'abbazia benedettina di San Michele, oggi sede del Museo di storia naturale del Vulture. Il museo propone sette tappe di un percorso che va dall’Homo Erectus di Atella fino ai giorni nostri, alla scoperta degli insediamenti urbani dell’area e del mondo vegetale e animale.
La zona è ideale per i percorsi in bicicletta, per gli appassionati di trekking e per le gite a cavallo.

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