Nell'entroterra: borghi e castelli tra le valli
Uno dei vantaggi di stare sulla Riviera dei Fiori è che l'entroterra è vicinissimo — e completamente diverso dalla costa. Bastano venti minuti di auto da Bordighera per essere a Dolceacqua, mezz'ora da Sanremo per Apricale e Pigna, un'ora per Triora. Le strade salgono strette tra ulivi e castagni, le valli sono fresche anche d'estate, e i borghi medievali qui sono rimasti praticamente intatti — niente seconde case, niente stabilimenti balneari, solo pietra, silenzio e ottimo cibo. Per le famiglie è la gita ideale per spezzare una settimana al mare: una mattina in spiaggia, il pomeriggio nell'entroterra, e si torna con i bambini che hanno visto qualcosa di completamente diverso. L'unico avvertimento: le strade sono tortuose, soprattutto verso Triora. Chi soffre il mal d'auto è meglio che prenda le precauzioni del caso.
Dolceacqua — nell'entroterra a una ventina di minuti da Bordighera — è semplicemente uno dei posti più belli della Liguria. Claude Monet se ne innamorò durante un soggiorno nel 1884 e lo immortalò in una delle sue opere più note: il motivo è ancora evidente oggi, con il ponte medievale a schiena d'asino che si riflette nell'Argentina e il Castello Doria che torreggia sul borgo. Il castello — costruito nel XII secolo e trasformato nel corso dei secoli da fortezza difensiva a residenza nobiliare — è visitabile e pieno di sorprese per i bambini: sale multimediali interattive raccontano la storia della potente famiglia Doria e dei loro intrighi con i Grimaldi di Monaco (una trama che sembra un film, con amore, omicidi e trattati di pace), mentre una sala video narra la visita di Monet attraverso le lettere originali che lo scrittore inviò durante il suo soggiorno.
La visita dura circa un'ora ed è adatta a ragazzi dagli 8 anni in su; prestare attenzione alle scale ripide. Dopo il castello, la piazzetta del borgo è il posto giusto per una sosta con i bambini che corrono liberi mentre i genitori assaggiano il Rossese di Dolceacqua, il vino rosso locale.
Apricale è a pochi chilometri da Dolceacqua, nella stessa Val Nervia, e le due tappe si combinano benissimo in una mezza giornata. Il nome viene da apricus, "esposto al sole", e già questo la dice lunga: è un borgo luminoso, caldo, arroccato su un colle con una vista stupenda sulle colline circostanti. Per i bambini funziona quasi subito: non ci sono attrazioni pensate apposta per loro, ma il paese stesso è l'attrazione — scale strette, passaggi segreti, case in pietra, e poi una scoperta che rompe subito il tono "da gita scolastica": sul campanile della chiesa si vede una bicicletta rivolta verso l'alto, un'installazione di arte contemporanea che fa partire domande e risate. Apricale è famoso anche per i circa cinquanta murales e affreschi moderni sulle facciate delle case, che trasformano il borgo intero in una galleria d'arte a cielo aperto. E il castello? Si chiama Castello della Lucertola — già solo il nome basta per conquistare i bambini. Per il pranzo, cercate le pansarole, tipiche frittelle dolci accompagnate con zabaione, una specialità locale che vale il viaggio da sola. Apricale fa parte dei "Borghi più belli d'Italia" e ha la Bandiera Arancione del Touring Club: una garanzia di qualità e accoglienza
Triora è un'ora di strada da Sanremo, nell'alta Val Argentina, e vale ogni curva del tragitto — anche se è bene avvisare i bambini che soffrono il mal d'auto, perché gli ultimi chilometri sono piuttosto tortuosi. Il borgo è famoso in tutta Italia come "il paese delle streghe": tra il 1587 e il 1589, una lunga carestia portò l'Inquisizione ad accusare e processare decine di donne del paese con l'accusa di stregoneria. Oggi quella storia è raccontata nel Museo Etnografico e della Stregoneria, ospitato nell'ex municipio: si parte dalle sale dedicate alla vita contadina — cucine ricostruite, attrezzi dei campi, il ciclo del castagno e del latte — e si scende nei sotterranei, dove si trovavano le carceri e dove sono ricostruite le scene degli interrogatori e della prigionia. Per i bambini dai 7-8 anni in su è una visita che funziona benissimo: abbastanza misteriosa da catturare l'attenzione, abbastanza storica da lasciare qualcosa. Prima di ripartire, cercate il pane di Triora nel forno del paese — scuro, casereccio, preparato con farina e crusca — e compratene una pagnotta.
Pigna si trova nella stessa Val Nervia di Dolceacqua e Apricale, e si combina facilmente con una delle due in una giornata nell'entroterra. Il borgo è costruito ad anelli concentrici attorno alla collina — la stessa struttura a "pigna" che dà il nome al paese — con vicoli, scalinate e archi che si aprono improvvisamente su panorami sulle valli circostanti. Da non perdere la loggia quattrocentesca di Piazza Vecchia e la chiesa di San Michele Arcangelo, con il grande polittico del Quattrocento. Non c'è un'attrazione principale pensata per i bambini, ma il borgo stesso funziona: è piccolo, sicuro, pieno di angoli da esplorare, e abbastanza vicino a Dolceacqua da non stancare nessu