Nel cuore della Villa Comunale di Napoli, a pochi passi dal lungomare, si trova un acquario molto diverso dalle grandi strutture moderne: l’Aquarium della Stazione Zoologica Anton Dohrn, inaugurato nel 1874, è il primo acquario pubblico aperto in Italia e il più antico ancora funzionante in Europa.
La sua particolarità non sta nelle dimensioni o negli allestimenti spettacolari, ma nel valore storico e scientifico del luogo.
L’acquario nacque per permettere agli studiosi di osservare dal vivo gli organismi marini del Golfo di Napoli e, ancora oggi, è collegato direttamente al mare attraverso un canale sotterraneo.
Le antiche vasche sono state restaurate e dotate di moderni sistemi tecnologici, mantenendo però l’impianto architettonico originale.
Il percorso tra gli ambienti del Golfo di Napoli
La visita accompagna le famiglie in un viaggio che parte dalla costa e raggiunge progressivamente il mare aperto e gli ambienti più profondi. Nelle vasche sono riprodotti alcuni degli ecosistemi più caratteristici del Mediterraneo: gli scogli costieri, le grotte e gli anfratti, le praterie di Posidonia oceanica, il coralligeno, gli ambienti pelagici e quelli degli abissi.
Si possono osservare da vicino gli organismi che popolano questi habitat e comprendere quanto sia ricca la biodiversità del Golfo di Napoli. Il percorso permette inoltre di scoprire come gli animali marini si adattano alla luce, alla profondità, al movimento dell’acqua e alle caratteristiche dei diversi fondali.
Una parte dell’esposizione è dedicata anche alle specie aliene e tropicali che, a causa dell’aumento della temperatura del mare, stanno comparendo sempre più frequentemente nel Mediterraneo. Le grandi vasche centrali con la scogliera corallina tropicale aiutano a raccontare ai bambini e ai ragazzi come il cambiamento climatico possa trasformare gli ecosistemi marini.
Il polpo, le murene e il murenario romano
Tra le vasche più interessanti c’è quella dedicata al polpo, un animale sorprendente per la sua capacità di apprendere, risolvere problemi e adattarsi all’ambiente. Osservarlo mentre si muove, si nasconde o cambia aspetto è spesso uno dei momenti più affascinanti della visita per i bambini.
Molto particolare è anche il murenario, ispirato alle strutture utilizzate dagli antichi Romani per allevare le murene. Alcuni resti di questi impianti sono ancora conservati nell’area archeologica sommersa della Gaiola, a Capo Posillipo. La vasca diventa così un punto d’incontro tra biologia marina, storia e archeologia del territorio napoletano.
Una visita adatta ai bambini
L’Acquario di Napoli è indicato per famiglie con bambini di tutte le età. I più piccoli sono naturalmente attratti dai pesci, dai colori e dai movimenti nelle vasche, mentre dai 6 anni in poi è più facile comprendere anche gli approfondimenti dedicati agli ecosistemi, alla biodiversità e alla protezione del mare. La Fondazione consiglia infatti le visite guidate soprattutto a partire dai 6 anni.
Il percorso è raccolto e richiede indicativamente circa un’ora, una durata adatta anche ai bambini che si stancano facilmente. È bene, però, spiegare prima della visita che non si tratta di un grande acquario con tunnel sottomarini o animali oceanici: il suo punto di forza è la possibilità di conoscere il vero ambiente marino del Golfo di Napoli, all’interno di un luogo che conserva oltre 150 anni di storia scientifica.
Durante la visita non è consentito toccare o battere sui vetri, utilizzare il flash, correre, urlare o consumare cibi e bevande. Gli animali domestici non possono entrare, ad eccezione dei cani guida e dei cani da assistenza riconosciuti.
Il Museo Darwin-Dohrn
Accanto all’acquario si trova il Museo Darwin-Dohrn, conosciuto anche come DaDoM, dedicato all’evoluzione della vita marina e al rapporto scientifico tra Anton Dohrn e Charles Darwin.
Abbinare le due visite permette ai bambini più grandi e ai ragazzi di osservare prima gli organismi viventi nelle vasche e poi approfondire l’origine e l’evoluzione della vita nel mare. Il biglietto combinato è particolarmente interessante per le famiglie, ma conviene prevedere complessivamente circa due ore e una breve pausa tra i due percorsi, soprattutto con i bambini più piccoli.