19/06/2017 - Diario di viaggio

Girovagando per la Camargue alla ricerca di animali selvatici

Enzo ci racconta la natura incontaminata delle foci del Rodano in Francia.

Girovagando per la Camargue alla ricerca di animali selvatici
Enzo

Enzo, blogger di www.inguaribileviaggiatore.it ci racconta la natura incontaminata e gli animali selvatici che si possono ammirare in Camargue.

La Camargue


La Camargue è un'estesa pianura alluvionale nel distretto chiamato Bouches-du-Rhòne. Fin dal Terziario l'azione del Rodano, dei venti e del Mediterraneo hanno modificato tantissimo l'aspetto della costa, creando paludi e cordoni litoranei, modellati dalle correnti e dai massi trascinati dal fiume, che ancora oggi, nonostante la costruzione di dighe, cedono o prendono terra al mare (un tempo, per esempio, Saintes-Mariesde-la-Mer si trovava nell'interno).

Ora l'area è divisa in tre zone: quella naturale, quella delle saline e quella delle coltivazioni, dove fino agli anni Sessanta del XX secolo prevalevano le risaie.

Dal 1972, gli 85mila ettari di zona protetta tra Arles e Saintes- Mariesde-la-Mer costituiscono il Pare naturel régional de Camargue.
Il suo scopo, oltre a proteggere la natura e accogliere i visitatori, è promuovere l'agricoltura e salvaguardare il tipico stile di vita del luogo.

I fenicotteri a l'Étang de Vaccarès


Sulla strada verso Arles, si trova l'Étang de Vaccarès.
Una distesa d'acqua a perdita d'occhio, che in primavera si colora di rosa per la fitta presenza di fenicotteri, che arrivano sulle ali del mistral. Proprio nel vento di nord-ovest, che soffia rovente o gelato secondo le stagioni, si trovano lo spirito vitale e il respiro stesso di questa terra meravigliosa.

Basta posizionarsi all'alba, per esempio vicino allo stagno di Fangassier, dove tra maggio e giugno nidifica una sterminata colonia di fenicotteri, per vederli con il sole alle spalle, l'acqua rosa e il cielo che si fa arancio.
In tutto circa 50mila, i trampolieri bianchi e rosa, alti fino a 155 centimetri, sono tra i protagonisti indiscussi della Camargue.
Sottospecie di quelli originari dei Caraibi, trovano il loro rifugio ideale nelle paludi salmastre della zona.

Durante l'inverno, da gennaio in avanti, si accoppiano e ad aprile depongono un unico uovo. A maggio nasce il pulcino che è nutrito con minuscoli invertebrati acquatici: sono loro a rendere colorato il piumaggio.

Verso la fine di agosto anche i piccoli sono cresciuti abbastanza per migrare verso l’Italia (Sardegna), la Spagna, Africa del Nord, Senegal e Angola, dove non è difficile vederli nella capitale Luanda.
Per gli amanti del mondo degli uccelli, il Pare Ornithologique de Pont de Gau è un' oasi protetta di ben 60 ettari dove scoprire 160 specie di uccelli migratori, a soli quattro chilometri da Saintes-Maries-de-la-Mer.

I cavalli della Camargue


I cavalli della Camargue sono gli insostituibili compagni dei gardians (i mandriani locali), nonché vero e proprio strumento di lavoro. Risalgono all'era quaternaria e vengono alla luce grigi o neri, per ricoprirsi poi del tipico mantello bianco, verso i quattro anni.

Piccoli (l'altezza al garrese è di 145 centimetri), hanno una testa fiera, una struttura forte, zoccoli larghi e tanto duri da non aver nemmeno bisogno di essere ferrati.
Stabiliscono un particolare legame con il proprio cavaliere e non si spaventano facilmente, abituati come sono all'imprevedibilità dei tori con i quali hanno continuamente a che fare.

Questi ultimi sono nerissimi e alti 130 centimetri al garrese, hanno corna a lira e pascolano in mandria nelle paludi, spesso allo stato brado. Anche i cavalli, quando si trovano in branco (in gergo manade) e, selvaggi e impetuosi, si lanciano liberi per le praterie, sono un vero spettacolo. Passare un giorno da cowboy è facile, grazie ai tour con guida organizzati da numerose scuderie.

Grazie!


Grazie a Enzo per l'articolo!

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